Ceramiche tradizionali        
Ceramiche di Mino
1300 anni di storia
Album fotografico
Ceramiche Mino
Città di Toki
(culla dell'industria della ceramica).
Visita guidata al forno Motoyashiki
     
       
CERAMICHE TRADIZIONALI DEL GIAPPONE
Quando sono stato in Giappone la prima volta, sono rimasto affascinato dalla raffinatezza ed armonia con cui venivano serviti i cibi e le bevande (tè, acqua e sake).
La pietenza ed il suo contenitore in ceramica apparivano un tutt'uno, un'unica maestosa entità, quale risultato di una ricercata raffinata composizione. La mente, affascinata dagli stimoli visivi, difficilmente si sarebbe appagata degli stessi sapori se il medesimo cibo o bevanda fossero stati serviti su diversi contenitori. Quando parlo di raffinata ricercata composizione, intendo che ogni ceramica appariva correlata ai colori ed alle sfumature del cibo o bevanda contenuti, alla stagione climatica, agli aromi del luogo e, sono certo, a tanti altri elementi che non sono stato in grado di cogliere.

Un altro aspetto strabiliante era rappresentato dalla convivenza armoniosa tra cibo e contenitore. Nessuno dei due prevaleva sull'altro. Non saprei dire a chi fosse dedicato il primo piano, chi dei due fosse il protagonista. E' certo che il cibo non copriva interamente il piatto, ne i colori o l'aspetto di quest'ultimo dominavano sulla pietanza. Come già detto, difficile immaginarsi un modo differente di assaporare il cibo, o di bere un tè giapponese.

L'elemento che poi ha definitivamente catturato la mia attenzione e fatto nascere l'ammirazione per le ceramiche giapponesi, l'essermi trovato di fronte ad un qualcosa all'apparenza inconciliabile. Tanto difficile da spiegare. In realtà, parlo dal mio personale punto di vista, l'"illuminazione" è aver trovato la perfezione nell'apparente imperfezione, ed aver capito che l'apparente perfezione in realtà rappresentava un qualcosa di innaturale, quindi imperfetto. Le tazze da tè appaiono ricurve, ondulate, con dei bozzi, senza un ordine o geometria calcolata, tutte diverse fra loro, perchè è l'artigiano che le ha volute e pensate così. Ogni tazza racchiude l'anima del suo creatore e secoli di tradizioni. Crearle tutte uguali e senza apparenti errori sarebbe stato più facile (magari con l'utilizzo di una macchina), ma il prodotto finito non avrebbe incorporato l'anima del suo creatore e sarebbe stato quindi imperfetto.

Quanto sopra per motivare il perchè della realizzazione di queste pagine web, incentrate nello specifico sulle ceramiche prodotte nella zona di Toki, una delle aree di produzione più importanti, anche dal punto di vista storico, del Giappone.

tutto è iniziato con il forno di Motoyashiki
E' stato un caso, ma ho cominciato ad incuriosirmi ed a cercare di capire di più sul mondo delle ceramiche, quando mi hanno portato a visitare le rovine del forno di Motoyashiki. Era sempre in occasione della mia prima volta in Giappone.
Le rovine sono costituite dai resti di 4 forni, entrati originariamente in funzione a partire dalla seconda metà del 16° secolo.
La produzione "industriale" di ceramiche in Giappone si pensa sia iniziata proprio tra il 1550 e 1600 d.C.
In quel periodo si realizzarono principalmente ceramiche Tenmoku (bollitori per il tè, piatti e macine) attraverso l'utilizzo dei forni "ohgama", cioè con una sola camera di combustione.
Più avanti apparirono le ceramiche Kizeto e Setoguro, e con la produzione di massa delle ceramiche Shino nei forni "ohgama" si cominciarono a realizzare anche le tazze da tè, i contenitori per il tè, per l'acqua, vasi per i fiori ed altri oggetti principalmente usati nella cerimonia del tè.
Nel 1967, le rovine di Motoyashiki sono state designate come sito storico marcante la fase iniziale dell'età moderna (1600 d.C.) di produzione delle ceramiche Mino (l'origine della produzione delle prime ceramiche Mino è invece riconducibile al 7° secolo, circa 1300 anni fa).
Mino era una delle vecchie provincie del Giappone a nord ovest di Kyoto, vicino a Nagoya. Le due principali città dell'area Mino sono Toky e Tajimi (attuale prefettura di Gifu).

Molti stili delle ceramiche giapponesi hanno i nomi delle aree in cui sono nati; alcuni invece sono associati al nome della persona che li ha inventati.

Le ceramiche Mino (s'intende quindi quelle prodotte nell'area di Mino; stile Mino-yaki), rivolte principalmente alla cerimonia del tè, si suddividono essenzialmente in quattro stili:
  • SHINO
    Prima vetro ceramica bianca giapponese con decorazioni in ossido di ferro fatte con il pennello. La caratteristica distintiva delle ceramiche Shino sono i piccoli fori chiamati "suana". Spesso viene utilizzato uno smalto feldspato bianco latte (i feldspati sono un gruppo di minerali utilizzati per la produzione delle ceramiche). Il colore bianco è infatti il tono fondamentale della ceramica Shino.
    Lo stile Shino si suddivide a sua volta in diversi altri sotto stili: e-Shino (con disegni in ossido di ferro); Muji Shino (liscio bianco); Shino aka (rosso Shino); Beni Shino (rosso); Nezumi Shino (grigio topo).
    Ceramiche Shino: ciotole, piatti e vasi.

  • ORIBE
    Stile che prende il nome dal maestro del tè e guerriero Furuta Oribe (1545 - 1615).
    La caratteristica principale lo smalto scuro, verde rame. Esiste anche il nero Oribe (Oribeguro e Kurooribe).
    Colori e disegni variegati (motivi geometrici e scene naturali).
    Ceramiche Oribe: utensili vari, piatti e ciotole.

  • KIZETO
    Ceramica con smalto opaco giallo. Decorazioni di fiori e piante disegnate in linee sottili verde vivo.
    Ceramiche Kizeto: ciotole e piatti, vasi di fiori e contenitori di incenso.









  • SETOGURO
    Ceramica a smalto nero. Il colore nero è ottenuto togliendo la ceramica dal forno durante la cottura e raffreddandola rapidamente. Forma cilindrica, base piccola e bassa quasi invisibile. Il colore (invetratura nera) non copre completamente la cerimica (nella base, rimane un sottile strato di terracotta senza vernice).
    Qui di fianco la foto di una tazza da cerimonia del t in stile Setoguro. L'artigiano che l'ha prodotta l'espone in vetrina ad un prezzo di 105.000 Yen!!!





In generale esistono tre tipi di ceramiche di colore nero (Setoguro, Oribeguro e Kurooribe). Per tutte, il colore nero è ottenuto togliendo la ceramica dal forno e facendo raffreddare improvvisamente lo smalto. Oribeguro (stile Oribe) dovrebbe distinguersi da Setoguro per la forma, non completamente cilindrica, e per la base più alta, larga e completamente colorata di nero. Kurooribe (stile Oribe) dovrebbe invece differenziarsi da Oribeguro (anch'esso stile Oribe) per la colorazione. La vernice nera ricopre solo la parte alta. La parte bassa risulta invece prima disegnata e poi ricoperta con smalto trasparente.
Setoguro, Oribeguro e Kurooribe sono stili utilizzati principalmente per la realizzazione di tazze da cerimonia del tè. Il motivo è probabilmente legato alla loro colorazione interna, nera, che determina una maggior risalto delle sfumature del tè verde da cerimonia.

Se vi va di approndire un po' di storia sulle ceramiche di Mino, potete cliccare il seguente link:

CERAMICHE DI MINO: 1300 ANNI DI STORIA



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